Quest'isola di circa un chilometro
con due porti naturali che la cingono, ricca di sorgenti di acqua dolce
(la più famosa delle quali è quella di Aretusa), con un clima invidiabile,
quest'isola che non conosce il gelo invernale e che si trova tutt'intorno
un territorio fertilissimo, non poteva non attrarre!
Archia, nobile di Corinto, quando sbarcò sulle sue sponde la trovò già
abitata dai Siculi (resti di capanne indigene sono stati rinvenuti nei
pressi della Cattedrale).
Ben presto, con i Greci, Ortigia si sviluppò notevolmente; fu abbellita
con numerosi templi, tra i quali, quello ionico che si trova oggi sotto
le fondamenta del palazzo Vermexio; il tempio di Apollo posto all'ingresso
dell'isola, e quello di Atena, ormai inglobato nella Cattedrale. Quest'ultimo
era considerato fra i più ricchi della Sicilia, le sue porte erano decorate
con oro ed avorio, l'interno era abbellito da pitture che ritraevano tiranni
e re siciliani,
all'ingresso, un grande scudo dorato sul frontone del tempio mostrava
la via ai naviganti.
Ma non si può, in questo spazio parlare di Ortigia come si vorrebbe! I numerosi resti di età bizantina, normanna, sveva, aragonese, rinascimentale e barocca le conferiscono un'atmosfera particolare ed unica.
|